Dopo un’intensa fase di interventi infrastrutturali, la Ferrovia della Val Venosta torna gradualmente in esercizio, rafforzando in modo sostenibile la mobilità pubblica in Alto Adige. Con circa due milioni di passeggeri all’anno, rappresenta un collegamento fondamentale per studenti, pendolari e per la vita quotidiana in Val Venosta, offrendo un’alternativa affidabile al traffico privato.
La linea, lunga circa 60 chilometri, è stata completamente modernizzata con un investimento complessivo di 85 milioni di euro ed è ora interamente elettrificata e adeguata ai più avanzati standard tecnologici. Sono stati installati circa 1.500 tralicci per la linea di contatto, realizzate tre sottostazioni elettriche e adeguati i binari nelle gallerie. Inoltre, sono stati costruiti nuovi sottopassi e fermate – tra cui a Lasa, Spondigna, Marlengo e Stava – ed è stata rinnovata la rimessa di Malles.
Con l’introduzione del sistema europeo di controllo dei treni ETCS e del sistema di comunicazione GSM-R, la linea raggiunge un livello di sicurezza significativamente più elevato ed è pienamente integrata nella rete ferroviaria europea. I nuovi sistemi consentono il monitoraggio e la gestione del traffico ferroviario in tempo reale. In prospettiva, i treni potranno circolare fino a 130 km/h anche su reti italiane e austriache.
Il ritorno al servizio ferroviario regolare avviene in più fasi: inizialmente il servizio sostitutivo tra Malles e Merano rimane attivo, mentre tra Lasa e Merano viene avviato un servizio ferroviario. Nelle fasi successive l’offerta verrà progressivamente ampliata fino al ripristino del servizio completo con frequenza semioraria tra Malles, Merano e Bolzano.
Durante la fase transitoria, i bus sostitutivi continueranno a garantire collegamenti affidabili, in particolare per pendolari e studenti.
Con la modernizzazione e l’elettrificazione della Ferrovia della Val Venosta, l’Alto Adige rafforza il proprio impegno per una mobilità sostenibile, un trasporto pubblico efficiente e un sistema integrato a livello europeo.
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